I piedi fasciati della Cina

 Il suo pregio maggiore, però, erano i piedi fasciati, che in cinese venivano chiamati “Gigli dorati di otto centimetri” (san tsun gin lian). Ciò significava che si muoveva “come un tenero virgulto di salice alla brezza primaverile” […] Si riteneva che la vista di una donna che vacillava sui piedi fasciati avesse un effetto erotico sugli uomini, in parte perché la vulnerabilità avrebbe dovuto ispirare a chi la osservava il desiderio di proteggerla.

I piedi di mia nonna erano stati fasciati quando aveva due anni. Dapprima sua madre, […], le aveva avvolto intorno ai piedi una pezza di stoffa bianca lunga circa sei metri, piegandole tutte le dita (tranne l’alluce) in basso al di sotto della pianta del piede. Poi ci aveva messo sopra una grossa pietra per frantumare l’arco del piede. […] La nonna era svenuta più volte per il dolore.
Il trattamento si era prolungato per parecchi anni.

A quei tempi, quando una donna si sposava, la prima cosa che la famiglia dello sposa faceva era esaminare i piedi. Si riteneva che i piedi grandi, cioè normali, fossero un disonore per la famiglia dello sposo.

Tratto dal libro “Cigni selvatici – tre figlie della Cina” di Jung Chang

Ho voluto lasciarvi tre stralci del libro “Cigni selvatici”, per introdurre l’argomento che oggi voglio affrontare: “i piedi di loto”. Nel libro si racconta la storia di tre generazioni di donne cinesi, la scrittrice ci parla di sua nonna e della tradizione di un tempo che prevedeva di fasciare i piedi delle bambine in modo che gli arti crescessero arricciati come se fossero dei fiori di loto non ancora schiusi.. Non vi posso negare che la descrizione della procedure di fasciatura mi ha particolarmente colpita e visto che oggi è un giorno speciale, è la festa della donna, voglio parlarvi di questa usanza crudele e maschilista che modificava e mortificava il corpo della donna e rendeva doloroso e difficile fare qualsiasi cosa..

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A sinistra piedi fasciati di un’anziana donna..
in Cina, fino alla metà del XX secolo, una ragazza nata in una famiglia benestante quasi sicuramente avrebbe subito la fasciatura del piede. Questa modificazione del corpo aveva lo scopo di attirare pretendenti, ostentando il proprio status sociale.

Non è ben noto il motivo per cui questa tradizione fosse legata ai piedi, ma alcuni storici ritengono che la tradizione è nata quando le donne hanno cominciato ad imitare le concubine imperiali, le quali aveva i piedi piccoli e fasciati. Indipendentemente dalla sua origine, avere i piedi fasciati è stata una pratica attuata per centinaia di anni, ma nel 1902 fu abolita e solo una cinquantina di anni fa, si è definitivamente estinta.

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I piedi dovevano raggiungere una dimensione di 7 – 8 centimetri, le scarpette erano realizzate appositamente ed erano in seta ricamata. La deambulazione era precaria, lenta e dolorosa e faceva apparire le donne come fragili fuscelli in balia del vento.. Gli uomini non avevano il permesso di vedere i piedi nudi delle loro mogli (i quali piedi erano attorcigliati, deformi ed emanavano sgradevoli odori), e le donne si dedicavano a dei pediluvi solo quando erano sole. Il pediluvio alleviava il dolore e la tensione muscolare. La pratica di fasciare i piedi si è pian piano estesa anche tra le donne delle famiglie meno abbienti, nel tentativo di esser notate da ricchi e potenti uomini, e verso la fine del 1800 il 50% delle donne di classe sociale inferiore avevano i piedi di loto e tra le donne delle classi sociali superiori si contava quasi il 100%.

Oggi in alcuni villaggi vivono le ultime donne con i piedi fasciati e cliccando QUI potete vedere il documento della fotografa Jo Farrell.

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Calcola il tuo segno | OROSCOPO CINESE

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Tra pochi giorni (il 19 febbraio) sarà il Capodanno cinese (CLICCA QUI per saperne di più) ed entrerà l‘anno della capra. Vi siete mai chiesti di che segno cinese siete? Il segno cinese non si calcola dal mese di nascita (come per l’oroscopo occidentale), ma dall’anno e voglio proporvi questo simpatico dove basta introdurre la data di nascita per scoprire il  segno nell’ oroscopo cinese e ci dà anche informazioni su che tipo di viaggiatori siamo, ci dirà le destinazioni consigliate e i compagni di viaggi più compatibili con il nostro segno!! http://www.homeaway.it/info/idee-vacanze/affitti-vacanze-festivita/capodanno-europa/capodanno-cinese/oroscopo-cinese

 

Voi di che segno cinese siete? Io Bue la descrizione corrisponde? La mia non tanto, non mi sento molto bue e ogni volta che la leggo (da sempre so di esserlo), resto delusa perché non mi calza a pennello 😦  Nell’oroscopo occidentale sono Pesci ascendente Leone e il Leone si sente molto!! ;D

 

Leggenda cinese: l’uccellino JINGWEI

Ieri, mentre ero in viaggio, ho finito di leggere il libro di Xiaran “Le figlie perdute della Cina” (presto ve ne parlerò) e verso la fine mi sono imbattuta in una leggenda cinese che mi ha molto colpito e fatto ancor di più comprendere lo spirito di sacrificio e di determinazione di questo popolo.  

Secondo la leggenda cinese, il dio Sole aveva una figlia che lui amata tantissimo, Nuwa, era così bella che anche l’Imperatore Giallo era pieno di lodi per lei.

Nuwa, avrebbe tanto voluto che il padre la portasse con sè durante i suoi viaggi verso il Mare Orientale, là dove sorge il sole. Ma il dio Sole era sempre molto impegnato ogni giorno per dirigere il corso dell’astro dal sorgere al mattino fino al suo calare alla sera, e non poteva portare con sè la figlia. Un giorno, Nuwa, velò una barca per andare dal padre e fargli una sorpresa, ma improvvisamente si levò una burrasca, le onde aumentarono e rovesciarono la piccola imbarcazione. Nuwe scomparve tra le feroci onde, inghiottita dal crudele mare. Suo padre era distrutto dal dolore e, incapace di far sì che i raggi del sole splendessero su di lei e la riportassero in vita, rimase solo a piangere la sua scomparsa.

Però Nuwe rinacque, ma in forma di uccello, con la testa striata, gli artigli rossi e il becco bianco. Le fu dato il nome di Jingwei, per il suo grido di lamento “Jingwei, jingwei…”

Jingwei non poteva perdonare il mare e giurò vendetta, iniziò a lavorare giorno dopo giorno, raccoglieva col suo piccolo becco piccole pietre e ramoscelli e li lasciava cadere nel mare, con la determinazione di riempirlo e renderlo una pianura arida e inospitale! Anno dopo anno, giorno dopo giorno Jingwei era sempre lì tentando di asciugare il mare, ma un giorno il mare si gonfiò, ruggì e si mise a ridere ” Uccellino” disse “Lascia stare! Anche se ti sforzi per un milione di anni non farai mai di mie una piatta pianura!” Jingwei rispose ” Anche se ci vorranno un milione di anni, fino alla fine del mondo, io ti riempirò! E farò di te un’arida terra!” 

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E si innalzò di nuovo nell’aria gelida. Volò avanti e indietro tra il monte Fajiu, dove raccoglieva i rametti, fino al mare, era instancabile. Trascorsero mesi ed anni, fino a quando passò di lì un gabbiano. Fu sorpreso: cosa stava facendo quell’uccellino? Ma appena scoprì la storia, fu commosso dalla sua tenacia e costanza. I due si sposarono e misero al mondo numerosi pulcini: i maschi assomigliavano al gabbiano e le femmine a Jingwei e si unirono insieme a lei nell’interminabile impresa di asciugare il Mar Orientale. 

I cinesi ammirano moltissimo Jingwei per la sua ostinazione e la sua coraggiosa ambizione. Il poeta Tao Yuanming della dinastia JIn celebrò in versi la coraggiosa lotta dell’uccellino contro le onde, e la sua storia è divenuta un simbolo di splendido idealismo e di impegno. L’orgoglio del popolo per Jingwei è riflessa nei monumenti dedicati che si trovano sulla costa orientale della Cina, sulle monete e sui dipinti. 

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Trucco in stile CINESE – TEATRO DELL’OPERA

Se ad Halloween o a Carnevale non volete truccarvi e mascherarvi con i soliti travestimenti, ecco 3 mie proposte prese in prestito dal Teatro dell’Opera di Pechino.

La prima maschera si chiama Chou (brutto) è una sorta di pagliaccio, una figura secondaria e burlona. Il trucco è semplicissimo da realizzare, bastano pochi colori e non c’è bisogno di essere dei truccatori professionisti (come infatti non sono io)chou-the-comedy-role

Altra proposta è quella secondo me, più affascinante di tutte! Nell’Opera di Pechino si chiama Dan, e sono le maschere delle donne. I copricapi sono elaboratissimi ed io mi sono arrangiata con quel che avevo in casa, ma potete semplicemente concentrarvi sul trucco del viso e aggiungere un abito in stile cinese.

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Ultima proposta è una maschera molto caratteristica del Teatro dell’Opera, il bianco simboleggia il male, mentre il rosso la bontà.

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Da cosa vestirsi ad HALLOWEEN? – Idee dall’estremo Oriente.

Vi piace festeggiare Halloween? In Cina Halloween (Wànshèngjié 万圣节) non è una festa celebrata e sentita con in Inghilterra o in America, ma come sapete se c’è da festeggiare i cinesi non si tirano indietro!! 😀 Non sono mai stata un’amante di streghe, teschi e mostri, personalmente questa festa l’ho sempre associata a riunioni familiari; infatti il 31 è il compleanno di mio padre e di sua sorella e spesso si passa Halloween tutti insieme. Amo le riunioni familiari, i parenti non li vedo quasi mai e mi piace la loro compagnia! Comunque sia, so che molti di voi adorano festeggiare Halloween, e quindi ho pensato di mostrarvi qualche travestimento adottato dai ragazzi cinesi, magari vi potrebbe dare qualche spunto per qualche look! 🙂

HORROR HOSPITAL
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Un look molto sexy e semplice da riprodurre! basta avere una parrucca (o tanti capelli eheh) e un kimono o qipao (abito cinese)

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ZOMBIE
ZOMBIE
DINASTIA QING ZOMBIE
DINASTIA QING ZOMBIE
QUESTO MI FA MORIRE DAL RIDERE!
QUESTO MI FA MORIRE DAL RIDERE!
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Questo look gira sul web da svariati anni, ma ogni volta che lo vedo mi prende un colpo!!

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NON SONO CINESI MA SONO GENIALI!

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UN MIX TRA ALICE E LO STREGATTO!
Hellokitty!
Hellokitty!
MASCHERE PER I PIù PICCINI
MASCHERE PER I PIù PICCINI
UN CLASSICO: LA ZUCCA! MA INDOSSATO DA UNA BIMBA CINESE E' TUTTA UN'ALTRA COSA!! *_*
UN CLASSICO: LA ZUCCA! MA INDOSSATO DA UNA BIMBA CINESE E’ TUTTA UN’ALTRA COSA!! *_*

Festa nazionale cinese

In questi giorni, per via della protesta degli studenti ad Hong Kong, si è spesso parlato della Festa Nazionale della Cina (国庆节 GuoQing jie). Di preciso cosa celebra questa festa e perché è così importante?

Si tratta della della festa annuale che celebra la nascita della Repubblica Popolare Cinese, avvenuta il 1 ottobre del 1949 da parte di Mao Tse Tung. In piazza si svolgono maestosi spettacoli pirotecnici ed una parata militare preparata meticolosamente diversi mesi prima, in omaggio al concetto di perfezione e armonia; infatti i soldati pronunciano all’unisono il tradizionale grido d’obbedienza “Servire il Popolo!”.

Gli abitanti della Cina chiamano questa festa, e quella del capodanno cinese, “la Settimana d’oro” (黄金周 Huángjīn zhōu). Essendo una festività che dura una settimana, in cui: agenzie, uffici ed attività commerciali restano chiusi, la maggior parte della popolazione coglie l’occasione per spostarsi e viaggiare o per andare a trovare parenti lontani. Quest’anno, però, la Settimana d’oro è iniziata prima, e già dopo i primi tre giorni l’intero paese era nel caos più totale! (per saperne di più)

Uno dei cibi che solitamente viene consumato sono i dolcetti della luna (se vuoi conoscere la ricetta clicca qui) 

 

Scioglilingua cinesi

Devo ammettere che girare questo video è stato davvero divertente! La mia amica Ying Xu è un amore! Ricordo che qualche mese fa non conosceva affatto l’italiano e devo dire che sta facendo dei passi da gigante! E’ inutile, quando si pratica una lingua straniera si impiega la metà del tempo per memorizzarla ed impararla! Brava Ying Xu!! 

Gli scioglilingua sono un modo utile, non tanto per imparare una lingua, ma quanto per averne dimestichezza ed imparare a “masticarla” bene! Infatti durante corsi di teatro, spesso ci si esercita usandoli!!

La mia amica Ying Xu ci ha proposto degli scioglilingua cinesi piuttosto diffusi e “semplici” che vi posto scritti sia in pinyin che in caratteri (le traduzioni sono inutili, quindi le ho omesse).

Testa il tuo cinese e stai attento ai toni! 🙂

 

Biǎndan zhǎng, bǎndèng kuān, biǎndan méiyǒu bǎndèng kuān, bǎndèng méiyǒu biǎndan zhǎng. Biǎndan bǎng zài bǎndèng shàng, bǎndèng bù ràng biǎndan bǎng zài bǎndèng shàng

扁担长,板凳宽,扁担没有板凳宽,板凳没有扁担长。扁担绑在板凳上,板凳不让扁担绑在板凳上

 

Sì shì sì, shí shì shí, shísì shì shísì, sìshí shì sìshí

四是四,十是十,十四是十四,四十是四十

(Quattro è quattro, dieci è dieci, quattordici è quattordici, quaranta è quaranta)

 

Chī pútáo bù tǔ pútáo pí er, bù chī pútáo dào tǔ pútáo pí er

吃葡萄不吐葡萄皮儿,不吃葡萄倒吐葡萄皮儿

 

Shí sī shī shǐ sì lǎoshī, tiāntiān hé wǒ zài yīqǐ. Shí lǎoshī jiào wǒ dàgōngwúsī, Sī lǎoshī gěi wǒ jīngshén shíliáng,Shī lǎoshī jiào wǒ yù shì sānsī,Shǐ lǎoshī sòng wǒ zhīshì yàoshi. Wǒ gǎnxiè shí, sī, shī shǐ sì lǎoshī

石斯施史四老师,天天和我在一起。石老师教我大公无私,斯老师给我精 神食粮, 施老师叫我遇事三思,史老师送我我知识钥匙。我感谢石,斯,施史四老师

 

Qī jiā yī, zài jiǎn yī, jiā wán jiǎn wán děngyú jǐ? Qī jiā yī, zài jiǎn yī, jiā wán jiǎn wán háishì qī

七加一,再减一,加完减完等于几? 七加一,再减一,加完减完还是七

 

Dàdāo duì dāndāo, dāndāo duì dàdāo, dàdāo dòu dāndāo, dāndāo duó dàdāo

大刀对单刀,单刀对大刀,大刀斗单刀,单刀夺大刀

Intervista a Caterina: la mia esperienza in una famiglia cinese.

大家好朋友!:) Ciao! Ho realizzato un’intervista interessantissima ad una ragazza italiana, Caterina Saccani, la quale vive da tre mesi in una famiglia cinese. E’ stagista presso LTL Mandarin School (www.ltl-cinese.it), una scuola che promuove l’immersione nella cultura cinese al fine di imparare al meglio la lingua. Ho pensato che fosse interessante rivolgerle qualche domanda su com’è vivere l’esperienza in una famiglia, su com’è la Cina vissuta tra le quattro mura domestiche e se ha qualche suggerimento e consiglio per tutti coloro che desiderano intraprendere quest’avventura decisamente formativa ed interessante!

Ciao Caterina, sono lieta di poterti intervistare e così togliermi delle curiosità che riguardano l’esperienza di vivere in una famiglia cinese. 😉

Ciao Stefania, con piacere!

Prima di tutto via con le presentazioni! Partiamo con le domande di circostanza per conoscerci un po’ meglio: chi sei, quanti anni hai e cosa fai nella vita?

Ho 25 anni e mi sono laureata in Germania a marzo di quest’anno. Ho studiato interpretazione di conferenza e traduzione, mi sono specializzata in tedesco e in inglese, ma come terza lingua (e un po’ d’autodidatta) ho studiato il cinese. Ora sto lavoro come interprete e traduttrice libera professionista e parallelamente svolgo uno stage a Pechino di 3 mesi (aprile – luglio 2014)

-Cosa ti ha spinto a vivere l’esperienza in Cina? In quale città hai vissuto?

Sono stata in Cina per la prima volta nell’ estate 2013. Dopo aver studiato il cinese per anni, mi ero resa conto che non ero ancora in grado di pronunciare frasi di senso compiuto e conoscevo molto poco sulla cultura cinese, quindi ho deciso di frequentare un corso intensivo di 6 settimane a Kunming. L’esperienza mi è servita moltissimo, ma è stata troppo breve e per certi aspetti un po’ superficiale (dopo le lezioni ero quasi sempre con altri stranieri). Quindi ho pensato di tornare in Cina dopo la laurea per più tempo e per vivere un’esperienza non di solo studio. Poco prima di laurearmi ho iniziato a cercare opportunità di stage in Cina e mi sono imbattuta in un’offerta della scuola di cinese LTL Mandarin School a Pechino. Lo stage prevedeva la traduzione e ottimizzazione del sito della scuola www.ltl-cinese.it in diverse lingue, nel mio caso l’italiano. Agli stagisti venivano offerte 4 settimane di corso intensivo di cinese come ricompensa per il lavoro svolto, dal momento che ho intenzione di specializzarmi nella traduzione di siti web e materiale pubblicitario e volevo studiare cinese senza spendere troppo, ho deciso di accettare l’offerta! Avevo il desiderio di provare un’esperienza di full immersion nella lingua e nella cultura cinese così ho scelto il programma di alloggio in famiglia (organizzato dalla scuola). Vivo da tre mesi in questa casa di Pechino e la permanenza sarà fino a luglio.

– Vivendo in una famiglia cinese, ti andrebbe di raccontarci la tua esperienza, focalizzandoti anche sulle diverse routine giornaliere e abitudini familiari (ad esempio a tavola)?

Vivere presso una famiglia è sicuramente uno dei modi migliori per imparare molto sulla cultura cinese e allo stesso tempo far pratica con la lingua. Ti racconto una mia giornata tipo insieme alla mia padrona di casa/mamma cinese Liu. La mattina lei si alza alle 5 per pulire il bagno, cucinarmi la colazione, correre al mercato per arraffarsi prima che sia troppo tardi la frutta e la verdura migliore; poi facciamo colazione insieme mangiando: panini con la crema di fagioli dolci, porridge, uova fritte, latte di soia, frutta di stagione, focacce salate, dolci e piatti tipici delle varie festività. A volte mi ritrovo a mangiare a colazione la montagna di spaghetti o riso che non sono riuscita a finire la sera prima e mi va benissimo così! Dopo la colazione vado nella scuola dove lavoro e lei si fionda al lavoro con la sua biciclettina. Quando torno verso le 18.30, la trovo già ai fornelli a preparare due o tre pietanze (questo fa parte del concetto di ospitalità cinese).

Cena di benvenuto
Cena di benvenuto

Ceniamo insieme e a tavola chiacchieriamo del più e del meno: delle abitudini dei rispettivi paesi, del cibo e del passato.. Ognuna di noi ha un paio di bacchette e una scodellina di riso bianco a cui si aggiungono poco a poco le due o tre pietanze diverse dai piatti serviti in tavola. L’acqua che beviamo è rigorosamente calda/bollente (non vorrai bere acqua fredda mentre mangi, ti viene mal di pancia!!), a volte aromatizzata con infusi di rose o foglie di tè verde. Se scappa un burp non preoccuparti perché non è solo consentito, ma anche apprezzato perché segno di gradimento!! Dopo cena guardiamo qualche serie televisiva, spesso di carattere storico, come piace tanto ai cinesi e ormai anche a me. Se non capisco qualcosa Liu cerca di spiegarmelo (in cinese ovviamente). Spesso di sera andiamo a fare sauna e massaggi nel centro benessere vicino a casa; secondo la medicina tradizionale sudare tanto è un modo per disintossicarsi e lasciarsi alle spalle lo stress della giornata. Una volta tornate, se non siamo stanche ci sediamo a tavola a sgranocchiare frutta secca e semi vari e continuiamo a chiacchierare. Poi si va a letto molto presto, perché la giornata è stata lunga e l’alba fa presto ad arrivare..

Avuto mai problemi con la lingua e annessi momenti di sconforto? In questo Liu come si è resa utile? 

La prima settimana in cui ero a Pechino Liu e sua figlia mi hanno fatto vedere dov’ era la scuola, mi hanno aiutata a comprare una sim card per il telefono e un abbonamento ai mezzi pubblici. Tra alcune settimane tenterò di dare l’esame HSK (livello 5) e Liu si è resa disponibile ad aiutarmi a ripassare le parole interrogandomi. Anche se ormai ho raggiunto un livello intermedio di cinese, i momenti di sconforto ci sono ancora eccome! Però cerco sempre di cavarmela in qualche modo e Liu se può mi aiuta.

-Avrai potuto vedere anche il rapporto tra marito e moglie, cosa hai notato? C’è parità? Maschilismo? Oppure le donne, oltre ad essere designate madri-tigri, lo sono anche nel ruolo di moglie?

Liu è single e mi ha detto che lei con gli uomini ha chiuso.. Però ho potuto osservare come si comportano altre coppie di mezza età e mi è sembrato in effetti di notare che la donna sia più dominante, e che non si faccia problemi a dare ordini al marito prendendolo in giro simpaticamente anche in pubblico. Le donne si riuniscono spesso tra loro e fanno tante attività senza il marito. Ho notato che c’è anche una divisione equa dei ruoli, ad esempio in alcune famiglie che ho conosciuto ogni tanto è il marito a cucinare.

-Io ho avuto modo di stare a stretto contatto con ragazze e ragazzi cinesi e l’aspetto che accomunava un po’ tutti era la scarsa cura nella pulizia domestica.. Ti chiedo se questo aspetto è stato riscontato anche da te e se è sì, ci racconti quel che hai vissuto? 

Ho sentito da studenti che vivono in appartamenti condivisi con cinesi e la situazione è proprio come dici tu. Però vivere presso una famiglia ospitante è un’altra cosa, un po’ perché le famiglie vengono pagate per ospitare gli studenti, un po’ perché fa parte del loro senso di ospitalità, si danno molto da fare per offrire agli studenti un ambiente pulito e confortevole. La casa in cui abito io è pulitissima e ovviamente sta anche a me rispettare le loro regole per non sporcare come: togliermi le scarpe, asciugare il pavimento dopo aver fatto la doccia etc.

-Per quanto riguarda il cibo, sicuramente avrai assaporato pietanze decisamente diverse da quelle che ci vengono proposte nei ristoranti cinesi qui in Italia: cos’è che ci consigli di assaggiare appena arrivati in Cina? Cosa da evitare? Come va con l’aglio, il quale è presentissimo ovunque? :)) 

Le pietanze cucinate in casa non sono nemmeno paragonabili a quelle che servono nei ristoranti cinesi all’estero, qui sono moooolto più buone!! I miei piatti preferiti tra quelli che mi cucina Liu sono: i jiaozi (i ravioli), il pollo alla gongbao 宫爆鸡丁, i noodles di riso con uova e pomodori (西红柿鸡蛋面) e a dir la verità non riesco a scegliere un piatto preferito, perché mi piace un po’ tutto! Per quanto riguarda l’aglio.. diciamo che sono abituata ad usarlo in cucina, però qui è un po’ eccessivo! Mettono spicchi interi ovunque!! Hanno anche provato a convincermi di mangiarlo crudo…..

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Liu che insegna a Caterina come confezionare i ravioli (jiao zi)

-Se ci fosse qualcuno interessato a vivere un’avventura in una famiglia cinese, ti andrebbe di dare dei consigli e raccomandazioni, magari fornendo qualche dritta su come acquisire agganci utili ai fini dell’ esperienza?

Per quanto riguardano gli agganci, la soluzione migliore penso che sia rivolgersi a una scuola privata in Cina, perché le famiglie che scelgono sono motivate (forse anche un po’ dai soldi) a fare del loro meglio per coinvolgere e aiutare gli studenti in tutto. Ho sentito che esistono anche siti tramite i quali si possono trovare famiglie ospitanti a prezzi molto bassi. A chi vuole vivere con una famiglia cinese consiglio di approfittare il più possibile dell’esperienza, cercando di instaurare un legame interpersonale forte con chi ti ospita, mostrarsi sempre grati e gentili cercando di parlare, di chiedere e alla fine dell’esperienza riportare a casa il più possibile!

Caterina ad un matrimonio cinese
Caterina ad un matrimonio cinese

-Ti aspettavi qualche domanda che però non ti ho fatto? 

La domanda che forse mi aspettavo era: ma se la famiglia parla solo cinese, non si verificano incomprensioni? La mia risposta è: in qualche modo, magari al secondo o al terzo tentativo oppure con il linguaggio non verbale si riesce a comunicare. Detto ciò, faccio un po’ fatica a capire gli studenti principianti di cinese, che alla loro prima esperienza in Cina scelgono di vivere con una famiglia che parla solo cinese. La trovo un’esperienza un po’… estrema! Non trovi?

-Ora ti faccio una domanda intima: Caterina chi era prima e chi è adesso? Cosa sta apprendendo da questa esperienza?

Prima ero una persona forse un po’ egoista, molto gelosa dei suoi spazi e della sua indipendenza. In questi mesi ho dovuto rinunciare un po’ alla mia libertà, ma ho scoperto che ne vale la pena per un’esperienza di immersione culturale come questa! Non c’è niente di più bello che sentirsi in famiglia e circondati da affetto, nonostante 10.000 sono i chilometri che mi separano da casa..

Caterina, Liu (dietro di lei) e amici di famiglia
Caterina, Liu (dietro di lei) e amici di famiglia

Ringrazio Caterina per questa bellissima intervista, dalle tue parole si percepisce l’entusiasmo e la carica che ti sta dando questa esperienza! Credo fermamente che vivere in famiglia sia davvero costruttivo, non solo per apprendere la lingua ma anche per migliorarci come esseri umani; è fondamentale toccare con mano e respirare a pieni polmoni quella cultura e quel popolo che si è conosciuto solo su pagine di libri o racconti. Ogni popolo, anche quello che reputiamo più lontano dal nostro, può insegnarci qualcosa. Bisogna avere la capacità di ascoltare e far nostra quella “diversità” al fine di migliorarci e completarci.. Non illudiamoci, la perfezione non esiste ma.. volendo, se ci si impegna un po’, si può trovare il modo di andarci vicino.. 😉

Pasqua in Cina

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Tra pochissimo è Pasqua e finalmente tornerò nella mia terra per qualche giorno!! Non vedo l’ora!! 🙂 Mi abbufferò di cioccolata come se non ci fosse un domani! Gnam!! Comunque sia torniamo a noi.. e vi pongo una domanda: secondo voi i cinesi potevano perdersi l’occasione di festeggiare una festa così colorata e golosa?? La risposta esatta è? NOOO!! 😀 很好!! Chiaramente non potevano esimersi e la Pasqua si sta pian piano facendo largo nelle loro vite! Per i più distratti, ci tengo a precisare che la Pasqua è una festa cristiana e molti cinesi non sono cristiani  ma lo scambio delle uova di cioccolato sta diventando sempre di più popolare, infatti in alcuni centri commerciali non sarà difficile trovare qualche richiamo alla Pasqua (uova, coniglietti ecc..)! Come diceva un mio amico cinese “A noi basta che ci sia una festa per festeggiarla!!” 😀  Ad Hong Kong le cose sono un pò diverse, infatti c’è una maggiore presenza di popolazione cristiana e la Pasqua è più sentita, non sarà difficile trovare negozi ed uffici chiusi o chiese che celebrano messe pasquali. In alcuni hotel potremmo anche trovare un ricco buffet dedicato alla Pasqua (magari solo negli alberghi a 5 stelle eheh)!

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Parole utili:

Pasqua: 复活节 Fùhuó jié

Buona Pasqua! 复活节 快乐! Fùhuó jié kuàilè!

Coniglio di Pasqua: 复活节兔 Fùhuó jié tù

Uovo di Pasqua: 复活节彩, Fùhuó jié cǎi

Uovo di cioccolato: 巧克力蛋 Qiǎokèlì dàn

 

 

 

Frutta esotica – Frutta cinese

Paese che vai, frutta che trovi! Eh sì fateci caso, basta vedere nelle nostre regioni italiane in cui ci sono dei frutti popolarissimi che crescono dappertutto, mentre in altre regioni lo stesso frutto risulta più difficile trovarlo. La questione cambia nettamente se andiamo dall’altra parte del mondo come ad esempio in Cina, in cui possiamo trovare dei frutti per noi totalmente sconosciuti e bizzarri. Ora vi elencherò qualche frutto esotico che si può trovare in Cina (e non solo) con annessa traslitterazione. 🙂

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POMELO 柚子 yóuzǐ. Io non l’ho mai assaggiato, ma per chi lo ha provato dice che il suo sapore ricorda quello dell’arancia ma più dolce e meno aspro. La consistenza e l’aspetto sono come quelle del pompelmo, anche se il pomelo è ancora più grande!

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KUMQUAT / FORTUNELLA / MANDARINO CINESE 金桔 Jinju sono letteralmente cresciuta con questo frutto!! Mia madre vent’anni fa acquistò questa pianta e tutt’oggi ci regala splendidi mini mandarinetti super biologici!! 🙂 Infatti sono piccini ed ovali, il sapore è leggermente amarognolo ma sono comunque deliziosi e rinfrescano la bocca! La particolarità è che non si sbucciano ma si mangiano interi!!

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MANGOSTANO 山竹 shānzhú sono morbidissimi e dolcissimi, a me piacciono molto e li ho spesso acquistati in alcuni asian market: si trovano già sgusciati e in barattoli.

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CARAMBOLA 杨桃, Yangtao  L’avete mai assaggiata? Dicono che abbia  un sapore dolce / amaro. E’ bellissima la sua forma quando viene affettato, perché assume le sembianze di una stella! Sarebbe perfetta per decorare dolci!

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PITAYA / FRUTTO DEL DRAGO 火龙果 huǒlóngguǒ. Amo perdutamente questo frutto per i suoi colori!! La polpa bianca e nera spiazza dopo essere stati investiti dai colori sgargianti e dalla forma della sua buccia. Il frutto ha un sapore che ricorda un kiwi; si può mangiare affettato o scavarlo aiutandosi con un cucchiaino.

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LYCHEE / LITCHI / CILIEGIA DELLA CINA 荔枝 Lìzhī Last but not least. Lui.. il mio dolcissimo e adorato lichee! Il frutto privato della buccia ricorda un acino d’uva pelato, il sapore ed il profumo sono DELIZIOSI! Hanno un grosso nocciolo che si stacca facilmente dalla polpa, d’altronde come la sua buccia che basterà rompere con le unghie e sfilarla. Nei ristoranti cinesi vengono serviti sbucciati e denocciolati (non sarà difficile trovarli), se non l’avete ancora fatto provatelo e fatemi sapere come vi sembra!

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