I piedi fasciati della Cina

 Il suo pregio maggiore, però, erano i piedi fasciati, che in cinese venivano chiamati “Gigli dorati di otto centimetri” (san tsun gin lian). Ciò significava che si muoveva “come un tenero virgulto di salice alla brezza primaverile” […] Si riteneva che la vista di una donna che vacillava sui piedi fasciati avesse un effetto erotico sugli uomini, in parte perché la vulnerabilità avrebbe dovuto ispirare a chi la osservava il desiderio di proteggerla.

I piedi di mia nonna erano stati fasciati quando aveva due anni. Dapprima sua madre, […], le aveva avvolto intorno ai piedi una pezza di stoffa bianca lunga circa sei metri, piegandole tutte le dita (tranne l’alluce) in basso al di sotto della pianta del piede. Poi ci aveva messo sopra una grossa pietra per frantumare l’arco del piede. […] La nonna era svenuta più volte per il dolore.
Il trattamento si era prolungato per parecchi anni.

A quei tempi, quando una donna si sposava, la prima cosa che la famiglia dello sposa faceva era esaminare i piedi. Si riteneva che i piedi grandi, cioè normali, fossero un disonore per la famiglia dello sposo.

Tratto dal libro “Cigni selvatici – tre figlie della Cina” di Jung Chang

Ho voluto lasciarvi tre stralci del libro “Cigni selvatici”, per introdurre l’argomento che oggi voglio affrontare: “i piedi di loto”. Nel libro si racconta la storia di tre generazioni di donne cinesi, la scrittrice ci parla di sua nonna e della tradizione di un tempo che prevedeva di fasciare i piedi delle bambine in modo che gli arti crescessero arricciati come se fossero dei fiori di loto non ancora schiusi.. Non vi posso negare che la descrizione della procedure di fasciatura mi ha particolarmente colpita e visto che oggi è un giorno speciale, è la festa della donna, voglio parlarvi di questa usanza crudele e maschilista che modificava e mortificava il corpo della donna e rendeva doloroso e difficile fare qualsiasi cosa..

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A sinistra piedi fasciati di un’anziana donna..
in Cina, fino alla metà del XX secolo, una ragazza nata in una famiglia benestante quasi sicuramente avrebbe subito la fasciatura del piede. Questa modificazione del corpo aveva lo scopo di attirare pretendenti, ostentando il proprio status sociale.

Non è ben noto il motivo per cui questa tradizione fosse legata ai piedi, ma alcuni storici ritengono che la tradizione è nata quando le donne hanno cominciato ad imitare le concubine imperiali, le quali aveva i piedi piccoli e fasciati. Indipendentemente dalla sua origine, avere i piedi fasciati è stata una pratica attuata per centinaia di anni, ma nel 1902 fu abolita e solo una cinquantina di anni fa, si è definitivamente estinta.

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I piedi dovevano raggiungere una dimensione di 7 – 8 centimetri, le scarpette erano realizzate appositamente ed erano in seta ricamata. La deambulazione era precaria, lenta e dolorosa e faceva apparire le donne come fragili fuscelli in balia del vento.. Gli uomini non avevano il permesso di vedere i piedi nudi delle loro mogli (i quali piedi erano attorcigliati, deformi ed emanavano sgradevoli odori), e le donne si dedicavano a dei pediluvi solo quando erano sole. Il pediluvio alleviava il dolore e la tensione muscolare. La pratica di fasciare i piedi si è pian piano estesa anche tra le donne delle famiglie meno abbienti, nel tentativo di esser notate da ricchi e potenti uomini, e verso la fine del 1800 il 50% delle donne di classe sociale inferiore avevano i piedi di loto e tra le donne delle classi sociali superiori si contava quasi il 100%.

Oggi in alcuni villaggi vivono le ultime donne con i piedi fasciati e cliccando QUI potete vedere il documento della fotografa Jo Farrell.

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